mercoledì 26 gennaio 2011

Anch’io sono intollerante, ma solo nei confronti di...

Tra le virtù che la vita mi ha dato a corredo della mia personalità, la tolleranza - figlia della pazienza e della comprensione - ha un posto di rilievo. Ma non è una tolleranza acritica, poiché vi sono "cose", che sono assolutamente intollerabili.





Nel mio consueto vagare in rete notturno, alla ricerca di quel "non so che...", ho trovato il post "Io sono intollerante" firmato da "Nataieri73", sul blog "Femmina ribelle". Mi è stato impossibile non soffermarmi a leggere, per due precisi motivi: primo, quel "Femmina ribelle", d’istinto, mi ha fatto pensare a qualcosa che avesse a che fare col femminismo, nei confronti del quale, nutro sentimenti contrastanti. Negli anni ottanta - essendo favorevole all’emancipazione femminile - nutrivo simpatie per il loro movimento, ma poi, con il passare del tempo e alla luce dei fatti, di come si è sviluppato il loro movimento e di come è evoluta la società, ho maturato la convinzione che il femminismo, non solo ha fallito, ma ha contribuito all’imbruttimento della società, all’inaridimento delle relazioni, all’imbarbarimento generale dei rapporti. Per dirla in sintesi, il femminismo non ha di certo creato uomini migliori, ma bensì donne peggiori; secondo, essendo tollerante, nutro una naturale avversione nei confronti dell’intolleranza - figlia dell’ignoranza e del sospetto - poiché ritengo, che essa sia uno dei grandi mali del mondo, è un luogo, dove ognuno si arrocca per sostenere tesi, che al di fuori di quel luogo, sarebbero sicuramente - senza il minimo dubbio - insostenibili.




L'Italia è nata piena di deficienti
e morirà piena di deficienti...



In questo caso, debbo dire che ho avuto una piacevole sorpresa. Direi che è stato amore a prima vista. Infatti, nell’istante in cui l’ho letto, è stato come leggere dentro me stesso, nei miei pensieri, nei miei sentimenti, nell'anima...



di Nataieri73


Intollerante nei confronti delle guerre. Delle ingiustizie. Delle mafie. Delle sopraffazioni. Dei soprusi. Delle vendette. Della giustizia sommaria. Dei linciaggi. Dei pedofili. Dei preti bugiardi e molesti.  Delle  suore menefreghiste. Dei genocidi. Dell'inquinamento reiterato. Delle corporation. Delle dittature. Del nazismo. Del neonazismo. Del fascismo. Dei neofascisti. Della destra eversiva. Dei benpensanti ipocriti che vanno a messa la domenica mattina e la sera vanno a puttane. Sono intollerante nei confronti dell'ignoranza che genera mostri. Sono intollerante nei confronti della violenza. Della cattiveria gratuita. Dei videogiochi violenti e pieni di sangue. Sono intollerante nei confronti dei film splatter. Dei porno sadomaso. Degli stupratori. Di chi compie crudeltà sugli animali. Di chi disbosca in maniera indiscriminata. Dello Stato pappone e nullafacente. Dello Stato complice delle mafie. Dello Stato che si arricchisce sulla povera gente. Dei ricchi che non pagano le tasse. Di tutti gli evasori. Dei papponi e degli sfruttatori. Dei trafficanti di organi. Delle compagnie farmaceutiche. Di chi potrebbe fare e sta a guardare. Di chi ha il potere e lo usa solo per il profitto personale. Dei guerrafondai. Dei razzisti. Di chi discrimina. Degli assassini. Dei filosofi che credono di tenere in pugno il mondo. Di chi non dubita. Di chi non ama. Di chi non ama i bambini. Dei maschilisti. Di chi strappa l'erba dai prati. Di chi inquina l'aria senza rimedio. Di chi spreca l'acqua come fosse inesauribile. Di chi si mette gioielli realizzati con il sangue altrui. Di chi fa lavorare i bambini. Di chi non piange mai. Di chi si lamenta sempre e considera fare l'elemosina un atto di servilismo e sottomissione. Di chi giudica tutto e tutti. Di chi predica bene e razzola male. Ma è difficile essere intolleranti in un mondo così tollerante.



Nota: questo post è datato 24 gennaio 2007, ed il più recente è stato pubblicato su "Femmina ribelle"  il 3 giugno 2009, quindi deduco, che "Nataieri73" non scriva più su quel blog... Ed è un vero peccato!


Curiosità: ho recentemente scoperto un simpatico - ed utile - blog "Gli intolleranti - cartoline dall'Italia", che sbeffeggia con acuta ironia gli intolleranti e sul quale se per caso sei vittima o assisti ad un episodio di intolleranza, trovi un "link"a cui raccontarlo.




Da leggere per saperne di più sull'intolleranza:


"Suspicio non est cognitio certa sed dubitatio incerta". Il sospetto non è una informazione certa, bensì un dubbio incerto. Questa è la frase che fa da perno all'opera che ci propone Italo Mereu. È il sospetto, infatti, la più importante modalità in cui può proliferare l'intolleranza: non solo il  sospetto per il diverso, ma anche il sospetto come chiave di volta sociale, che rende possibili ogni turpitudine e ingiustizia, e addirittura, torture all'insegna di "esigenze di ordine superiore". Poca importanza ha la natura e la storia di queste esigenze imprescindibili: che siano ragioni di stato, di religione, di economia, di politica, sempre si concretizzano nella massima "Consenso o repressione", in una serie di leggi e norme rinneganti ed autorinneganti, in ammissioni pretestuose di "stati di calamità", "gravissimi pericoli", "situazioni eccezionali". Insomma, in questo libro si cerca di spiegare la genesi dell'intolleranza e della politica del terrore, come queste siano avallate dalle gerarchie preesistenti in un sistema sociopolitico, come possano essere perpetrate brutture, soverchierie, abiure, ostracismo, sanzioni ed esecuzioni pubbliche.



Perché, il cristianesimo è uscito vincitore dallo scontro che per alcuni secoli lo ha opposto alle religioni pagane e alle filosofie dominanti nell'impero romano? Gli storici recenti hanno individuato tra le cause, anche l'intolleranza, derivata dalla pretesa del cristianesimo di essere l'unica religione vera.

2 commenti:

andromeda ha detto...

grazie Mario,
sto pensando seriamente di tornare a scrivere, anche se il tempo è pochissimo. Mi chiedevi dei mie scritti, beh, l'ultimo in autopubblicazione è stato questo
http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=280809
ne stavo scrivendo un altro ma per ora, niente, troppo lavoro e troppi pensieri...ma non è detto che all'improvviso non mi rimetta seriamente a scriverlo
grazie per l'input, è sempre bello riceverne, ovunque vengano ;))

Mario Circello ha detto...

Ciao Andromeda, benvenuta!

Purtroppo cliccando su Andromeda, non mi da accesso al tuo profilo, ma dal contenuto del tuo commento e dalla scheda del libro, mi pare ovvio che tu sia "Nataieri73" (io, sono nato l'altroieri63...).

Comprerò e leggerò volentieri il tuo libro.

È un vero peccato che tu non scriva più sul blog, perché ho trovato davvero interessante quello che dici e il modo in cui lo dici.

La questione tempo, è un dramma dei nostro tempi, del modo di vivere che ci è imposto e che volenti o nolenti, siamo costretti a subire.

Ma volere e potere! Quindi spero di poter leggere presto altri tuoi post.

Ringraziandoti della visita e del commento, ti auguro ogni bene.

Ciao...